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Penne, pennini e portapenne: guida agli strumenti per la calligrafia

Penne a intingolo con vari pennini e portapenne

Introduzione agli strumenti calligrafici

La scelta dello strumento è il punto di partenza per qualsiasi pratica calligrafica. A differenza di quanto si potrebbe pensare, la gamma disponibile non è uniforme: ogni tipologia di penna, pennino o portapenne risponde a esigenze specifiche legate allo stile di scrittura, alla superficie usata e alla preferenza del tratto.

Negli ultimi anni il mercato italiano ha visto crescere l'offerta di strumenti dedicati, sia nei canali specializzati che online. Questo ha reso più accessibile l'inizio della pratica, ma ha anche generato qualche confusione nelle scelte iniziali. Una panoramica chiara dei tipi principali aiuta a orientarsi.

La penna a intingolo

La penna a intingolo (in inglese dip pen) è lo strumento più diffuso tra chi pratica calligrafia tradizionale. È composta da un portapenne in legno, plastica o metallo e da un pennino rimovibile che si immerge direttamente nell'inchiostro. Questo sistema permette di cambiare pennino a seconda dello stile da praticare e di usare inchiostri non compatibili con le penne stilografiche.

Il flusso d'inchiostro non è continuo: ogni intingolo fornisce una certa quantità di inchiostro che si esaurisce nel corso di alcune lettere o righe. Questo richiede una certa familiarità con i tempi di asciugatura e con la quantità ottimale da caricare.

Nota pratica: per i pennini nuovi è consigliabile passare una fiamma per pochi secondi o strofinare il metallo con un dentifricio abrasivo prima del primo uso, per eliminare il rivestimento protettivo industriale che impedisce all'inchiostro di aderire correttamente.

Tipologie di pennini

I pennini si distinguono per forma, flessibilità e larghezza del taglio. Le categorie principali sono:

  • Pennini a punta fine (pointed nibs): usati per script come Copperplate e Spenceriano. La punta conica produce linee sottili in salita e tratti larghi in discesa grazie alla flessione delle due lame.
  • Pennini a taglio largo (broad edge nibs): tipici dell'italica, del gotico e dell'unciale. Il taglio rettangolare produce un contrasto naturale tra tratti orizzontali sottili e verticali spessi.
  • Pennini paralleli: strumenti con due lamine metalliche parallele che producono un tratto di larghezza costante. Adatti per lettere di grande formato.
  • Pennini poster: pennini molto larghi, usati per titoli e scritte di grande formato.

Portapenne dritti e obliqui

Il portapenne dritto è il più comune e funziona bene per la maggior parte degli stili. Il portapenne obliquo, invece, presenta un alloggiamento laterale per il pennino che inclina il tratto rispetto all'asse della mano. È quasi indispensabile per il Copperplate in righthanders, poiché permette di mantenere l'angolazione del pennino a circa 45–55° rispetto al foglio senza ruotare il polso in modo innaturale.

Esistono portapenne obliqui per destrorsi e mancini, con differente orientamento del braccetto. La scelta dipende quindi anche dalla dominanza manuale.

Penne stilografiche calligrafiche

Le penne stilografiche con pennini calligrafici (stub o italic) rappresentano un'alternativa all'intingolo per chi desidera uno strumento più pratico per la scrittura quotidiana. Brand come Lamy, Pilot e Platinum offrono modelli entry-level a prezzi contenuti. Il pennino stub ha gli angoli leggermente arrotondati, il che lo rende più tollerante rispetto all'italic per chi scrive a velocità normale.

Il limite principale è l'incompatibilità con inchiostri acidi, pigmentati o molto saturi, che possono intasare il meccanismo interno della penna.

Carta e superfici di scrittura

La scelta della carta influisce sensibilmente sulla qualità del tratto. Carte lisce e poco assorbenti (come la carta da disegno o la carta pergamena sintetica) permettono ai pennini di scorrere senza impennarsi. Carte troppo fibrose tendono invece a trattenere il pennino e a produrre sbavature.

Per la pratica quotidiana, quaderni con grammatura tra 90 e 120 g/m² e finitura satin sono generalmente adeguati. Per lavori definitivi o su commissione, la carta artigianale italiana offre qualità superiori anche per script particolarmente formali.

Manutenzione e conservazione

I pennini vanno puliti dopo ogni sessione con acqua tiepida. L'inchiostro essiccato crea incrostazioni che rendono il flusso irregolare. Per inchiostri indelebili o shellac è necessario usare soluzioni dedicate o ammoniaca diluita. I portapenne in legno non vanno immersi in acqua per tempi prolungati, per evitare deformazioni.

Un pennino arrugginito può spesso essere recuperato immergendolo in una soluzione acida diluita (succo di limone e acqua) per qualche ora, poi risciacquandolo bene. Se le due lame si sono disallineate, è possibile riallinearle con una lente d'ingrandimento e uno stuzzicadenti, agendo con cautela tra le due punte.

Riferimenti e risorse

Per approfondire la storia e la tecnica dei pennini, il Worshipful Company of Scribes pubblica materiali tecnici di riferimento. In Italia, la rivista Lettera22 ha documentato la produzione artigianale di pennini nel periodo 1950–1980.